Angelo Mai

Nuovo Giardino Pubblico Ex istituto Angelo Mai

CONCORSO DI PROGETTAZIONE IN DUE FASI PER IL RECUPERO E RIQUALIFICAZIONE DEL GIARDINO DEL EX ISTITUTO ANGELO MAI E DELLA EX CABINA SOTTOSTAZIONE ELETTRICA DA DESTINARE A PALESTRA SCOLASTICA.

Arch. del paesaggio Lorenza Bartolazzi.

Trent’anni di progetti investono questo tema, dalla** dismissione della scuola nel 1990**, il progetto del nuovo giardino e della nuova palestra si inseriscono in un tessuto urbano storico unico e incredibile che sovrapposto alla città romana si è poi arroccato sulla collina avvolgendola.

Stretto e angusto a tratti si squarcia improvvisamente in piccoli slarghi e piazze con minuscoli giardini e corti silenziose. Queste qualità sono le stesse che non vorremmo perdere nella nostra proposta. Il principio fondativo del progetto dell’edificio è la dilatazione dello spazio pubblico, che si realizza in una compenetrazione di interno ed esterno aperta sul giardino con un grande portale ed estesa fino ad affacciarsi su Via Clementina. Lo spazio pubblico si connette al tessuto urbano attraverso due ingressi: il principale lungo la Via Clementina si apre ad una piazza che si estende al suo interno definendo una loggia che oltre a fornire ingresso agli ambienti della palestra, offre uno spazio di svago, gioco, ristoro… ed uno più nascosto, quasi segreto, da via Labre.

Il Giardino è uno spazio libero con acqua gratuita e delle sedute è la definizione che più ci piace di spazio pubblico. Per il nuovo Giardino pensiamo ad un non progetto, lo spazio ha già infatti in sé tutte le qualità per accogliere il nuovo spazio pubblico. L’area viene svuotata da alberature e arbusti sfuggiti al controllo, si apre quindi sulla scenografia urbana allegra e multicolore della Suburra e dei resti degli Orti di Via Cimarra. Uno spazio fluido che accoglie il nuovo percorso nord sud, e si connette con il futuro giardino della scuola.

Inseriamo quindi pochi elementi: delle sedute perimetrali, un piccolo nuovo bosco centrale, un nuovo frutteto, una pergola a spalliera che risolve il limite con l’area scolastica ed alcuni punti d’acqua, uno specchio d’acqua a riflettere il monumento esistente ed alcuni zampilli che accompagnano il visitatore nel percorso. Al suolo una geografia di erbe tappezzanti che potrebbe nel tempo sconfinare colonizzando i margini delle aree pavimentate. Vorremmo però impostare anche e soprattutto un programma per gli anni a venire. Il frutteto può essere adottato dalla scuola, le fontane mantenute dall’officina ciclica, il bosco affidato al curatore del terrazzo. Una pergola di rose condotta dai gestori della palestra. Un playground appena accennato perché i bambini devono poter appropriarsi di tutta l’area e non essere confinati. Lo spazio è quindi disponibile a piegarsi a tutti gli usi suggeriti dal bando ma anche ad altri ancora sconosciuti e possibili.

La Palestra, edificio della palestra si inserisce nel contesto storico rifacendosi alla tradizione di architettura muraria tipicamente romana, declinata in una versione contemporanea operata attraverso sinteticità funzionale e riduzione degli elementi plastici. Il volume regolare di tre piani e quindi costituito da superfici opache, bucate da grandi aperture: la loggia si apre con un affaccio su via Clementina, con un grande portale verso il giardino, e sulla corte tecnica della scuola per godere della luce diurna. Al terzo piano una grande finestra offre alla palestra una vista sul giardino. Le facciate sono uniformemente rivestite da un rivestimento in cotto, capace di integrarsi armonicamente con lo spettro di tonalita” calde dei fabbricati circostanti. II rivestimento della facciata frontale del corpo scale è costituito da un vetro rigato che riprende la scansione ritmica dei mattoni del corpo principale illuminando di giorno la scala e per accendersi la sera in un effetto lanterna.

L’accesso al giardino per tutto ciò che viaggia su ruote è garantita da un comodo ascensore esterno e successivamente da una rampa breve. Le scale ed ascensore interno servono internamente tutti i piani abbattendo le barriere architettoniche.